Il ritratto di

Paola Linetti
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Un piede sull'acceleratore e uno radicato nella terra, pronta ad andare, ma brava a restare, perché la vita è un viaggio continuo pieno di partenze e di possibili destinazioni

Con il suo sguardo diretto e austero Paola ti porta in certe città fortificate del deserto: i bastioni merlati, la pietra dorata dal sole, le torri di guardia che osservano e difendono. Ma se riesci a varcare la cinta di mura, segnata dal tempo della vita, entri nella kasbah di Chefchaouen, città che ama: le case azzurre, come un certo cielo e un certo mare, davanti al quale le piacerebbe svegliarsi; le bancarelle, aperte ad ogni ora, dove impastare con gioia pani di ogni qualità; l’aria densa di spezie, di oli e di voci di mercanti. Se poi ti addentri con più cura, nel cuore di certi giardini, piccoli patio nascosti, trovi un’oasi privata in cui le ore scorrono con il ritmo semplice dei giorni, nella quotidianità di una donna che si dedica alla propria famiglia e al proprio lavoro, cresce i propri figli, li vede imparare e li prepara ad andare, verso nuovi nidi, verso nuove destinazioni. Consapevole che quello è il suo posto, che quella è la sua vita. Intanto una ragazza con la gonna a fiori e i piedi nella sabbia, sale su un furgoncino Volkswagen e parte per un lunghissimo viaggio senza destinazione, nelle orecchie le parole di Dalla “È l’ora dei miracoli che mi confonde, mi sembra di sentire il rumore di una nave sulle onde…  galleggia e se ne va, anche senza corrente camminerà”.

Una parola da dedicare al lavoro:

Ascolta chi ne sa di più e fai quello che ti dice